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Attività del vicino in casa: clienti, furgoni e rumore, cosa può fare?

11 ott
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 4 giorni fa

I vicini hanno aperto un salone di parrucchiere in soggiorno, un laboratorio in garage, un centro estetico, uno studio o un negozio online con un furgone davanti alla porta ogni giorno. Per loro è un sogno che si realizza e, semplicemente, il loro lavoro. Per Lei può significare clienti che suonano tutto il giorno, il passo carrabile bloccato, un macchinario che ronza attraverso il muro o l’odore di lacca che entra dalla finestra aperta.

Foto in bianco e nero di un furgone parcheggiato in una via residenziale

Perché l’attività del vicino in casa è così delicata

Lavorare da casa è del tutto normale, e la maggior parte delle attività in casa passa inosservata. Diventa difficile quando l’attività cresce o quando si riversa all’esterno: sul marciapiede, in strada e nell’aria. I problemi più frequenti:

  • Parcheggio e traffico. I clienti cercano posto, parcheggiano sul marciapiede o davanti al Suo passo carrabile e sbattono le portiere.

  • Consegne. Un furgone che carica e scarica ogni mattina.

  • Rumore. Un laboratorio, un phon, una sega o un compressore, spesso a orari fissi e a volte anche la sera o il sabato.

  • Odori. Lacca, smalto, vernice o odori di cucina che entrano in casa Sua.

I Suoi vicini di solito non se ne accorgono. Sono dentro e il loro macchinario non sembra loro un disturbo.

Ne parli con gentilezza

Cominci con una conversazione, non con il Comune. Dica che capisce che è il loro lavoro, descriva in concreto cosa nota e chieda un cambiamento realistico:

«Vedo che il salone va bene, mi fa piacere! Noto però che i clienti parcheggiano spesso davanti al nostro passo carrabile e a volte non riesco a uscire. Potreste chiedere loro di lasciarlo libero?»

Eviti parole come «abusivo» o «non si può fare». Cosa è consentito lo stabiliscono il Comune e il regolamento condominiale; Lei vuole solo che casa Sua resti vivibile.

Cosa può chiedere e concordare

Non chieda di chiudere l’attività, ma proponga accordi che fanno la differenza:

  • Orari fissi per i clienti, per esempio nei giorni feriali dalle 9 alle 18 e non la domenica.

  • Parcheggio nel loro cortile o in un punto concordato, con i passi carrabili liberi.

  • Consegne raggruppate o a un orario fisso, non prima delle 8.

  • Aspirazione o finestra chiusa in caso di odori.

  • Macchinari solo di giorno e su un tappetino antivibrazione.

  • Una targhetta, perché i clienti non suonino da Lei.

Concordate una data per verificare insieme se funziona, e chieda ai vicini di informare i loro clienti degli accordi.

Cosa dicono le regole in Italia?

Esercitare un’attività nella propria abitazione è possibile entro certi limiti. Il regolamento condominiale di natura contrattuale può vietare o limitare attività negli appartamenti, ma secondo la Cassazione i divieti devono essere formulati in modo chiaro e preciso: una clausola generica sul decoro o sulla tranquillità non basta a vietare un’attività non nominata. Uno studio o un’attività aperta al pubblico può richiedere un cambio di destinazione d’uso presso il Comune (DPR 380/2001) e, a seconda del tipo, una SCIA tramite lo Sportello unico per le attività produttive; il piano regolatore stabilisce quali usi sono ammessi.

Indipendentemente dalle autorizzazioni, le immissioni di rumore, odori o vibrazioni che superano la normale tollerabilità non vanno tollerate (articolo 844 del Codice civile), e il regolamento di polizia urbana del Comune fissa spesso orari di quiete. Qualche cliente al giorno raramente supera la soglia. Questo articolo è un’informazione generale e non una consulenza legale; verifichi le regole del Suo Comune e del Suo condominio.

Tenga un registro

Annoti ogni volta data, ora di inizio e di fine e cosa ha visto, sentito o annusato: quanti clienti o furgoni, dove si trovavano, quale rumore o odore e quale effetto ha avuto su di Lei. Non annoti targhe o nomi dei clienti, né decibel misurati da Lei. Annoti anche i giorni tranquilli e gli accordi che hanno funzionato; rende credibile il Suo racconto.

Nella pratica

Conta il rumore reale, non l’etichetta dell’attività. Una cooperativa gestiva un asilo nido in un appartamento di un condominio il cui regolamento contrattuale vietava gli «esercizi rumorosi», senza nominare gli asili. Una perizia tecnica accertò che il rumore superava la normale tollerabilità in due appartamenti. La Cassazione confermò nel 2016 l’ordine di cessare l’attività: non conta se l’attività è elencata nel regolamento, ma il disturbo effettivo che produce (fonte: Cassazione civile, sentenza n. 24958/2016). La lezione: i tribunali guardano a cosa arriva davvero nelle case vicine, e proprio su quello si può trovare un accordo molto prima di una causa.

Se non riuscite a risolvere insieme

  • Si rivolga a un organismo di mediazione. Per le liti condominiali è spesso un passaggio obbligatorio e una persona neutrale aiuta a riprendere il dialogo.

  • Chieda in Comune. L’ufficio tecnico o lo Sportello unico può dirLe se l’attività è compatibile con la destinazione d’uso e se serve una SCIA.

  • Segnali rumori o odori alla polizia locale e, in condominio, chieda all’amministratore di richiamare il regolamento.

Aiuto per il primo messaggio

Con il pacchetto CalmNotes sull’attività del vicino in casa ha messaggi di esempio modificabili su orari, parcheggio, consegne e rumore, con un promemoria e un terzo messaggio se nulla cambia, indicazioni sulle regole e un registro. Legga di più sulla pagina attività del vicino in casa.

Scelga un passo successivo adatto

Registro gratuito — Annoti gli episodi, i contatti e gli accordi.

Preparare la documentazione e la richiesta di aiuto — Organizzi le informazioni e prepari una richiesta di aiuto.

Trovare un sostegno adeguato — Scopra chi può aiutarla nella sua situazione.

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