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Ampliamento, abbaino o abbattimento dal vicino: cosa può fare?

5 giorni fa
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 3 giorni fa

Un cartello di cantiere sul terreno accanto o un commento oltre la recinzione: i vicini fanno lavori. Un ampliamento sul retro, un abbaino nel sottotetto o l’abbattimento della grande quercia in fondo al giardino. Per loro è un desiderio di lunga data; per Lei può significare un terrazzo in ombra, una finestra che dà direttamente sul Suo giardino o un panorama che cambia.

Giardino di una casa a schiera con un nuovo ampliamento nella casa accanto

Perché i lavori del vicino sono così delicati

Un progetto edilizio raramente è un capriccio. I Suoi vicini ci pensano da mesi, hanno pagato un tecnico e probabilmente hanno una famiglia che ha bisogno di spazio. Ogni osservazione rischia di sembrare un attacco. Allo stesso tempo, dalla loro parte non vedono cosa il progetto comporta per Lei. Le preoccupazioni più comuni:

  • Meno luce. Un ampliamento alto tre metri lungo il confine mette in ombra terrazzo o cucina per parte della giornata.

  • Vedute dirette. Un abbaino, una terrazza sul tetto o una nuova finestra laterale dà proprio sulla Sua camera o sul Suo giardino.

  • Un panorama diverso. Il verde in fondo al giardino sparisce quando l’albero viene abbattuto o si alza un muro.

Il peso maggiore è spesso non sapere esattamente cosa verrà costruito. Vedere il progetto di solito aiuta già molto.

Ne parli con gentilezza

Parta dall’idea che i Suoi vicini non sappiano cosa il loro progetto significa per Lei. Chieda di vedere il progetto e descriva in concreto cosa prevede, senza bocciare l’idea:

«Ho visto che avete in programma un ampliamento sul retro. Potrei vedere il progetto? Credo che il nostro terrazzo resterebbe in ombra nel pomeriggio e vorrei guardare insieme se si può modificare qualcosa.»

Li inviti a guardare dal Suo giardino. Dalla loro parte spesso non si capisce dove cade esattamente l’ombra o quale finestra dà dove.

Cosa può chiedere e concordare

Non chieda di rinunciare a tutto il progetto, ma una modifica che per Lei fa la differenza:

  • Un po’ più basso o meno profondo. Mezzo metro vale spesso un paio d’ore di sole.

  • Un tetto piano invece di un tetto a falde che sale di più.

  • Vetro opaco o una finestra più alta dalla Sua parte, per evitare vedute dirette.

  • Nessun balcone o terrazza con vista sul Suo giardino, oppure uno schermo per la privacy.

  • Un nuovo albero o una siepe in un altro punto se un albero viene abbattuto.

Metta per iscritto quello che concordate e chieda se la modifica comparirà anche nella documentazione presentata al Comune.

Cosa dicono le regole in Italia?

Ampliamenti, sopraelevazioni e abbaini richiedono, a seconda dell’intervento, un permesso di costruire, una SCIA o una CILA presso lo Sportello unico per l’edilizia del Comune. Come vicino può chiedere l’accesso agli atti per vedere progetto e titolo edilizio e inviare al Comune osservazioni scritte. Per una SCIA può sollecitare il Comune a svolgere le verifiche di sua competenza. Il permesso di costruire può essere impugnato davanti al TAR, di norma entro 60 giorni dalla piena conoscenza; secondo la giurisprudenza il termine può decorrere già dal cartello di cantiere e dall’inizio dei lavori, e la richiesta di accesso agli atti non lo sospende.

Il Codice civile fissa distanze minime tra costruzioni (articolo 873) e per le vedute dirette verso il fondo del vicino (articolo 905), ma non esiste un diritto generale al panorama. Questo articolo è un’informazione generale e non una consulenza legale; verifichi le regole del Suo Comune e i termini nel Suo caso.

Tenga un registro

Annoti cosa sa e da dove lo sa: la data in cui è comparso il cartello (lo fotografi), le misure del progetto, cosa Le hanno detto i vicini e cosa avete concordato. Faccia foto datate dalla Sua proprietà, meglio all’ora in cui cadrebbe l’ombra. Segni i termini a parte.

Nella pratica

I termini decorrono anche se non ha ancora visto gli atti. Con la sentenza n. 962/2020 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di alcuni vicini contro un intervento di demolizione e ricostruzione con ampliamento: il termine di 60 giorni non parte dal momento in cui si ottiene l’accesso agli atti, ma da quando si è consapevoli del provvedimento e della sua potenziale lesività, cioè in genere dal cartello di cantiere e dall’inizio dei lavori. Inoltre, abitare accanto al cantiere non basta a dimostrare un danno (fonte: idealista/news, Permesso di costruire, quali sono i termini per l’impugnazione?). La lezione: appena vede il cartello, chieda il progetto ai vicini e, se serve, l’accesso agli atti, senza aspettare.

Se non riuscite a risolvere insieme

  • Agisca nei termini. I termini decorrono anche mentre parlate. Le due strade possono procedere in parallelo.

  • Provi la mediazione. Un organismo di mediazione aiuta a riprendere il dialogo.

  • Chieda allo Sportello unico per l’edilizia. Il Comune può dirLe quali regole valgono, se l’intervento richiede un titolo e come chiedere l’accesso agli atti.

Preferisce scrivere prima da solo un breve biglietto? Crei in due minuti una prima lettera gentile con il nostro generatore di messaggi gratuito.

Aiuto per il primo messaggio

Con il pacchetto CalmNotes sui lavori in progetto dal vicino ha messaggi di esempio modificabili per chiedere il progetto e proporre una modifica, con un promemoria e un terzo messaggio se nulla cambia, indicazioni sui termini e un registro. Legga di più sulla nostra pagina sui lavori in progetto dal vicino.

 
 
 

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